Terrestre Digitale

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Breve riflessione sull’Entropia

225429168_6c2fc36b56[1]Chi ha studiato termodinamica oppure ha letto Asimov sa cos’è l’entropia. Per gli altri si può abbozzare una spiegazione semplice anche se semplicistica.

Supponiamo che vi vengano mostrate due foto:  una ritrae una ciotola nella quale si distinguono farina, burro, uova e zucchero, nell’altra la stessa ciotola contenente un impasto uniforme di pastafrolla. Se ora vi venisse chiesto di indicare quale delle due foto sia stata scattata per prima non avreste dubbi. Certamente rispondereste che quella contenente l’impasto è successiva alla foto con gli ingredienti separati. Sembra ovvio. Accade, infatti, che questi ingredienti si mescolino tra loro a formare pasta frolla, ma non è possibile il contrario, ovvero che dalla pasta frolla si possano ottenere farina, burro, uova e zucchero ben separati.

Una simile osservazione la fecero i fisici dell’800 scoprendo che lo stesso principio vale -sostanzialmente- per qualunque processo in qualunque sistema in tutto l’universo: tutte le trasformazioni avvengono sempre e solo in una direzione, ovvero da uno stato ordinato ad uno di maggior disordine. In fisica il disordine va inteso come una situazione la cui reversibilità non è spontanea. In più si scoprì che per compiere il processo inverso, ovvero “fare ordine”, è necessario impiegare più energia attraverso un processo che crea ancora più disordine da qualche altra parte tale che globalmente esso aumenta sempre. Bene, l’entropia è la grandezza che “misura” questo disordine. Più è alta, meno un sistema è ordinato. Essa ci consente di mettere in sequenza gli eventi in base alla loro evoluzione proprio perché procede in una ed una sola direzione, come nell’esempio della pasta frolla.

Curiosamente lo stesso accade nel sociale. Darwin, sostanzialmente, scoprì questo: che la natura tende spontaneamente ad un equilibrio e qualunque perturbazione porta ad un nuovo equilibrio. L’evoluzione non è altro che la tendenza a ripianare, ad un diverso livello, le differenze che si presentano. E’ lo stesso concetto di entropia e, come l’entropia, l’evoluzione avviene in un solo senso.

L’uomo è la prima entità che ha potuto apparentemente opporsi a questo principio. Dico apparentemente perché egli ha l’illusione di poter manipolare se stesso, i suoi simili o l’ambiente in maniera unilateralmente proficua. Tutta la storia ruota attorno a questo concetto. E ogni fallimento o de-voluzione è coinciso con il tentativo di fare ordine, di creare e mantenere un disequilibrio, di separare il tanto dal poco. Non funziona così.

Esempi concreti di comportamenti sociali anti-entropici sono il razzismo, l’isolazionismo, la censura, la dittatura, il monopolio (o l’oligopolio), la negazione o la violazione dei diritti, l’accaparramento di risorse, lo sfruttamento economico, il controllo dell’informazione, la lotta alla migrazione, ecc. Tutti quei comportamenti, cioè, che cercano di separare, isolare o impedire il mescolamento delle persone, delle risorse e della conoscenza.

Queste politiche sono inevitabilmente destinate a fallire nel lungo e lunghissimo termine proprio perché l’umanità segue anch’essa la legge fisica dell’entropia. La diffusione delle tecnologie, il mercato globale, Internet, i mezzi di trasporto e di diffusione sono un catalizzatore della reazione: accelerano il processo. E non c’è niente che possiamo fare.

Gli ultimi fatti politici in Italia sono rivelatori di questa tendenza e ci appaiono evidenti per la prima volta. Persone che senza possedere mezzi di informazione e senza aver potuto disporre di quelli esistenti hanno potuto diffondere le proprie idee ed intenzioni attraverso la Rete (globale e libera) e sono stati eletti con più voti popolari di chi ha speso interi capitali per promuoversi. Il tentativo di occultare alcuni fatti di interesse pubblico è fallito essendo stati divulgati dall’informazione mondiale che ha scavalcato il controllo locale il quale, anti-entropicamente, mette bavagli di diversa natura alla conoscenza. La crisi stessa che non conosce confini e non può essere isolata. E’ nata dal tentativo di accumulare avidamente risorse a beneficio di pochi sempre più concentrati, cercando di separare la ricchezza. Questo processo fallisce per forza: cerca di fare ordine, di rendere reversibile ciò che non lo è.

Il prossimo passo sarà la diffusione delle energie alternative e rinnovabili, che tanto “alternative” non dovrebbero essere, ma che sono ostacolate dagli immensi interessi oligopolistici per i combustibili fossili. Interessi che fanno di tutto per mantenere separati gli ingredienti mentre li si mescolano. Cosa difficile e a lungo andare impossibile. Quest’anno si celebrano i quarant’anni dallo sbarco sulla Luna. Ci sono andati con i pannelli solari e le celle a combustibile (idrogeno). Tecnologie che esistono da decenni vengono ancora “vendute” come sperimentali ed inadeguate. E’ come se, esistendo sul mercato l’iPhone, qualcuno vi continuasse a vendere, a prezzo ancora maggiore, un telegrafo. Completo di accessori, però!

Insomma, l’umanità è destinata inevitabilmente a mescolarsi nelle persone e nelle idee come il caffè versato nel latte. Per quanti sforzi facciamo o energie spendiamo per cercare di impedire o rallentare il processo, prima o poi avremo sempre una tazza di cappuccino. Non vi sarà traccia di caffè né di latte e l’entropia, come nel resto dell’universo, avrà avuto la meglio.

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13 giugno 2009 - Posted by | Attualità, Infinito, Scienza, Universo | , , , ,

5 commenti »

  1. Bella riflessione!

    Commento di Laura | 14 giugno 2009 | Rispondi

  2. quale perturbazione sarà causata per sistemare i guasti del sistema di potere e di “ordine” che si vorrebbe in Italia?
    Magari la fuga dei cervelli compensa le “ronde” verdi o nere….

    Commento di Michele | 14 giugno 2009 | Rispondi

  3. Complimenti! Un articolo interessantissimo…una ventata d’ottimismo, ne avevo bisogno. Grazie.

    Commento di Michelangelo | 14 giugno 2009 | Rispondi

  4. interessante, l’ho pubblicato (ovviamente con il tuo indirizzo) su facebook e mi fa piacere incollare i commenti:

    1) È interessante questa interpretazione ottimistica del fenomeno dell’entropia. Ma se applichiamo il principio della prevalenza del disordine alla morale e alla politica abbiamo esattamente il uqadro attuale. Laura Picchetti alle 8.39 del 14 giugno
    2) eheheh..lasciami fare una risata…..forse varrebbe la pena di ripetere…..”ogni tesi filosofica..portata alle sue estreme conseguenze logiche…….risulta completamente assurda.”…
    non so chi lo disse..ma io credo che sia sempre validissima…

    3)Flavio: quella dell’entropia, ahimè, non è una tesi filosofica, ma una legge della fisica (seconda legge della termodinamica). Che sia una «legge» e non una teoria implica il fatto che non è finora stata falsificata. Di essa Einstein disse che è quella che ha il più ampio campo di applicazione, poiché si può applicare all’intero universo; perciò può ben essere definita una legge universale.

    Commento di gianna glionna | 14 giugno 2009 | Rispondi

  5. Bellissimo l’articolo e altrettanto giusto il commento di Gianna Glionna. Ora per me è troppo tardi per scrivere qualcosa di sensato sull’argomento, ma mi èvenuto in mente un libro che ho letto diversi anni fa e che mi ha illuminato su temi fino ad allora sconosciuti che ho facilmente collegato alla mia tesi di laurea su H. Bergson. Il libro è “CAOS” e l’autore è James Gleick. Dopo di esso ce ne sono stati altri altrettanto interessanti. Buona notte. Raffaella

    Commento di raffaella | 15 giugno 2009 | Rispondi


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